Chi si è occupato, al momento, di Molokh:
(in ordine cronologico)
Il Paese Nuovo
Martedì 8 aprile 2008 – pagina 25
Recensione di Elisabetta Liguori
LE ULTIME DIVINITÀ
NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA
Mercoledì 18 Giugno 2008 - pagina 33
LA PASSIONE DI PETRELLI IN “MOLOKH”
POESIA
Anno XXI Luglio/ Agosto 2008 N.229
pagina 77, recensione di Roberto Carifi
nella rubrica Per Competenza
Recensione di Stefano Donno, pubblicata su stefanodonno.blogspot.com del 26 luglio 2008
NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA, 20 AGOSTO 2008, p.37
Petrelli e “Molokh”, l’enigma della verità e del reale
recensione di Antonio Erricopubblicata anche su: salentopoesia.blogspot.com/2008/
per leggere alcuni testi tratti da Molokh o ascoltare o vedere:
Molokh - Nazione Indiana
Molokh - La Poesia e Lo Spirito
Molokh - Liberi in Versi
Molokh - AudioPoesia
Molokh - TV
Per acquistare Molokh.
Daniele Luttazzi censurato da La7: sospeso Decameron
Daniele Luttazzi è stato cacciato da La7.
Il suo “Decameron” è sospeso per questa battuta:
« Pensa a Giuliano Ferrara dentro una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta »
Ci tengo in questo post a professare tutto il mio appoggio e la mia ammirazione nei confronti di Daniele Luttazzi
Grazie Daniele
ANGELO PETRELLI
È bellissima la vista del prossimo, quando al primo incontro si trovi un accordo, o almeno un’unità di intenti(...)

EPICURO - La felicità
tratto da “IL MONDO E’ BELLO PERCHE’ E’ VARIO”
da L’ALTER EGO 05
Andrea Aufieri su La carne muore
romanzo di Rossano Astremo, 2004 scaricabile su “musicaos.it”

L’esperienza reale, non tanto singolare, di questo romanzo del/sul sud ne rafforza il significato.
E’ davvero difficile acquisire credibilità fuori dal circuito/reame dorato del nord, soprattutto se si percorrono vie alternative, underground e “maledette “. Se, cioè, il dissenso parte da chi ne ha ben donde, esponente di un “sottoproletariato urbano” (come lo stesso Astremo categorizza) che desideri far sentire la sua voce non potendo per questo impiegare risorse per richieste esose, motivate, chissà, dal fastidio che le pagine di questo romanzo provocano ai benpensanti.
Così, anche se forzato, è comunque significativo che questo tipo di testo sia diffuso in rete, scavalcando a piè pari ogni logica di profitto che strettamente si leghi alla vendita di un libro.
Il giovane autore salentino ci chiede di riflettere se sia possibile fare e vivere della cultura che si propone in Puglia.
Direi che la vicenda stessa della pubblicazione basterebbe a risponderci, ma la realtà che Astremo ci riporta va ben oltre. Si potrebbe desumere che l’élite culturale leccese imponga un certo “apartheid”, anche involontariamente imposto da chi la credibilità l’ha conquistata in
La questione viene supportata da una forte tensione narrativa procurata da uno stile lucido, anche nell’esplorare la disperante alienazione cui l’autore di ieri come quello attuale sono relegati.
Così le vicende di Vittore e quelle del suo riscopritore Leo Monsanto, non sono che tragedie umane che negano il fine salvifico molto spesso attribuito a poesia e letteratura, per il semplice fatto d’essere uomini del sud, pur andando inizialmente incontro a quella che dovrebbe essere la strada ideale. La parte migliore del romanzo è senza dubbio quella in cui il lettore Astremo condivide con il protagonista e con gli altri lettori l’intimità quasi erotica con l’imponente opera inedita di Vittore. Notevoli, inoltre,le schegge di ululante, disperata e pura poesia che Astremo/Vittore ci regala con la delicatezza di uno schiaffo lungo l’evolversi dell’intreccio.
La discesa agli inferi del protagonista e delle figure secondarie non è data da quelle che qui sono utilizzate come profezie di morte quali l’alcol, la droga, la pazzia o il dolore: egli si consuma rincorrendo la chimera d’una cultura che possa dimostrarsi “equa”, ammalandosene perché alla letteratura la vicenda narrata è indissolubilmente legata ed al rigetto verso il suo operato di quest’ultima la vita di Leo sfumerà.
Degni di nota anche i viaggi dal sapore beat per il salento a conoscere figure sommerse di un’umanità deviata ma coerente.
L’autore di Grottaglie decide poi d’impostare i pensieri dei protagonisti e gran parte delle loro vicende intorno alla dicotomia sesso/amore, con risultati a volte pruriginosi, dove però risulta evidente la linea sottile con un’altra dicotomia forte quale quella follia/morte, tutto simboleggiato dall’amplesso “epifanico” tra Roberta e Leo.
Molteplici insomma le vie che dalla “finibusterrae” sfociano nella morte piuttosto che nel mare.
Un libro da utilizzare come spunto meditativo prima ancora d’esercitarvi più o meno infondati livori.
ANDREA AUFIERI
ps. l'immagine ritrae in dettaglio l'alimento base del Sottoproletariato urbano salentino, ed è anche, probabilmente, un invito alla collaborazione tra gli uomini di buona volontà.
poche parole compiaciute su
"La ragazza che non era lei"
l'ultimo romanzo di tommaso pincio
Recensione di Angelo Petrelli apparsa sul quotidiano leccese “IL Paese Nuovo”
“La ragazza che non era lei”, di ultima uscita per Stile libero Einaudi, è senza ombra di dubbio il capolavoro di Tommaso Pincio, lo scrittore romano già autore di M (Cronopio, 1999), Lo spazio sfinito (Fanucci, 2000) e Un amore dell'altro mondo (Einaudi Stile Libero, 2002). In questo straordinario testo Pincio narra le vicende, o per meglio dire, descrive i fatti di una storia potenziale, ben costituita, e forte nella sua molteplicità. Una storia estraniante ed a tratti violenta, attraversata da una complessità narrativa, che probabilmente, può essere definita come soluzione retorica di una scrittura antinarrativa. La Ragazza che non era lei è un romanzo che funziona nella sua continua rappresentazioni di fusioni mentali, emblemi di incertezza percettiva, quasi disfemiche della realtà narrabile. Un testo in alcuni tratti spiccatamente lirico, e quasi poetico: “Tutto sommato mia madre ha fatto bene a non darmi subito un nome. Fateci mente locale, i nomi servono soltanto a nascondere la nostra essenza numerica. Sono tentazioni di esistere, chimere.” La bellezza di La ragazza che non era lei, sta tutta nell’impressione, per altro auspicabile intendo: che lascia nel lettore questa storia fatta di realtà inverosimili e improbabili. Un romanzo folle ma documento di acume e rara lucidità stilistica. Si sono sprecati nei gli ultimi giorni gli accostamenti e le definizioni su questo romanzo, da una parte atte a smorzarne il nascente mito o ad incanalarlo nell’idea di una commercializzazione e riproduzione di strutture letterarie già viste; chi, invece dall’altra, è pronto a ripartire la questione sui falsi binari di un bipolarismo letterario tra destra e sinistra nel quale banalmente contrapporre Con le peggiori intenzioni di Alessandro Piperno al lavoro di Tommaso Pincio. La storia è quella di Laika Orbit, una bella ventiquattrenne che viene abbordata da uno strano tipo all’interno di un fast-food, un posto come ce ne sono a migliaia, sparsi un po’ ovunque nel mondo reale. Laika pur senza essere stata trafitta dal classico colpo di fulmine, si trova di punto in bianco a seguire questo folle sconosciuto dal nome Zxyz che si esprime preferibilmente eliminando le vocali e che sostiene di essere un genio dei numeri. Zxyz svela a Laika la storia del suo passato partendo dagli assurdi anni sessanta della controcultura in un’America spettacolo sgradevole di sogni ed utopie. Un brutale viaggio di sola andata lungo le strade di una California devastata dall'immaginazione, immaginifica tra reduci dell'era hippy, surfisti svitati, terroristi e gente in fuga dalla civiltà, immersi nella cultura del sesso libero per antonomasia e di paranoie, tra buddismo ed immancabili allucinogeni. Insomma probabilmente una fedele riproduzione di un’epoca. Qui inizia l’incubo: la protagonista si trova a vive questo viaggio on the road scoprendo il senso di un mondo alieno e fatto di leggende, miti, dove niente sembra davvero reale, un mondo senza tempo, dominato dalla polvere, e animato dall’impressione pressante della cruda realtà nella quale Zxyz ha vissuto la propria infanzia. La possibilità di fuga verso un universo parallelo ci viene data da Pincio attraverso le non troppo velate citazioni di altri libri presenti del testo, facile intravedere Burroughs, per altro mai citato, ma anche l’Eliot di Waste Land, e non ha caso il Kafka di America. Un mondo rappresentazione di idee tese verso il senso del destino e la sua dissoluzione, condizione che fa da cornice a scenari fantasmagorici con nomi altrettanto assurdi tipo: Ghiaccia, Ghibli, Ghetto, Ganesha, Glo Glo, Granone, Gurge e così via fino alla desolante Cloaca Maxima; straordinaria la trovata, inoltre, del Déjà-vu Hotel. Questo di Tommaso Pincio La ragazza che non era lei è assolutamente un libro da leggere, un’opera che sono certo, nei giusti tempi, riuscirà a raggiungere la considerazione che le spetta di diritto nel panorama della letteratura italiana contemporanea.
Cari,
alcuni testi da MOLOKH II
sono su NAZIONE INDIANA 2.0
ed altri su Absolute poetry
se hai tempo da perdere leggili !!!
ps.
si ringraziano Roberto Saviano e Adriano Padua
per l'affetto e la stima dimostrata
by angelopetrelli di questo numero:
“La stanchezza della specie”, LietoColle Libri, di V.Curci – “Uno” Manni editore, di A.De Mitri – “Il credito dell’imbianchino”, Argo, di E.Liguori – “Poeti Circus” Poiesis editore, a cura di G.Goffredo – “La carne muore”, romanzo elettronico scaricabile su musicaos.it, di R.Astremo – “Terra Nera”, Stampa Alternativa, di G.Alemanno – Ristampa di:“Bodini, tutte le poesie”, Besa editore - “L’olio della conversione” Besa editore, di L.Caricato - “Neuropa”, Luca Pensa editore, di G.Gigliozzi
L'alter ego 05 - IL MEGLIO & IL PEGGIO
della letteratura salentina 2005
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Corpo redazionale: Angelo Petrelli, Andrea Aufieri, Eliana Forcignanò, Francesco Circolo, Vito Lubelli, Paolo Antonucci, Verena Adamo. |
Il gentile amico GianMario Lucini ha pubblicato recentemente una mia silloge inedia dal titolo "Il Male" sulla rivista da lui curata: www.poiein.it
clicca qui per leggere il testo e grazie per l'attenzione.







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