l'ennesima recensione ripescata
05/01/2006 15:48
poche parole compiaciute su
"La ragazza che non era lei"
l'ultimo romanzo di tommaso pincio
Recensione di Angelo Petrelli apparsa sul quotidiano leccese “IL Paese Nuovo”
“La ragazza che non era lei”, di ultima uscita per Stile libero Einaudi, è senza ombra di dubbio il capolavoro di Tommaso Pincio, lo scrittore romano già autore di M (Cronopio, 1999), Lo spazio sfinito (Fanucci, 2000) e Un amore dell'altro mondo (Einaudi Stile Libero, 2002). In questo straordinario testo Pincio narra le vicende, o per meglio dire, descrive i fatti di una storia potenziale, ben costituita, e forte nella sua molteplicità. Una storia estraniante ed a tratti violenta, attraversata da una complessità narrativa, che probabilmente, può essere definita come soluzione retorica di una scrittura antinarrativa. La Ragazza che non era lei è un romanzo che funziona nella sua continua rappresentazioni di fusioni mentali, emblemi di incertezza percettiva, quasi disfemiche della realtà narrabile. Un testo in alcuni tratti spiccatamente lirico, e quasi poetico: “Tutto sommato mia madre ha fatto bene a non darmi subito un nome. Fateci mente locale, i nomi servono soltanto a nascondere la nostra essenza numerica. Sono tentazioni di esistere, chimere.” La bellezza di La ragazza che non era lei, sta tutta nell’impressione, per altro auspicabile intendo: che lascia nel lettore questa storia fatta di realtà inverosimili e improbabili. Un romanzo folle ma documento di acume e rara lucidità stilistica. Si sono sprecati nei gli ultimi giorni gli accostamenti e le definizioni su questo romanzo, da una parte atte a smorzarne il nascente mito o ad incanalarlo nell’idea di una commercializzazione e riproduzione di strutture letterarie già viste; chi, invece dall’altra, è pronto a ripartire la questione sui falsi binari di un bipolarismo letterario tra destra e sinistra nel quale banalmente contrapporre Con le peggiori intenzioni di Alessandro Piperno al lavoro di Tommaso Pincio. La storia è quella di Laika Orbit, una bella ventiquattrenne che viene abbordata da uno strano tipo all’interno di un fast-food, un posto come ce ne sono a migliaia, sparsi un po’ ovunque nel mondo reale. Laika pur senza essere stata trafitta dal classico colpo di fulmine, si trova di punto in bianco a seguire questo folle sconosciuto dal nome Zxyz che si esprime preferibilmente eliminando le vocali e che sostiene di essere un genio dei numeri. Zxyz svela a Laika la storia del suo passato partendo dagli assurdi anni sessanta della controcultura in un’America spettacolo sgradevole di sogni ed utopie. Un brutale viaggio di sola andata lungo le strade di una California devastata dall'immaginazione, immaginifica tra reduci dell'era hippy, surfisti svitati, terroristi e gente in fuga dalla civiltà, immersi nella cultura del sesso libero per antonomasia e di paranoie, tra buddismo ed immancabili allucinogeni. Insomma probabilmente una fedele riproduzione di un’epoca. Qui inizia l’incubo: la protagonista si trova a vive questo viaggio on the road scoprendo il senso di un mondo alieno e fatto di leggende, miti, dove niente sembra davvero reale, un mondo senza tempo, dominato dalla polvere, e animato dall’impressione pressante della cruda realtà nella quale Zxyz ha vissuto la propria infanzia. La possibilità di fuga verso un universo parallelo ci viene data da Pincio attraverso le non troppo velate citazioni di altri libri presenti del testo, facile intravedere Burroughs, per altro mai citato, ma anche l’Eliot di Waste Land, e non ha caso il Kafka di America. Un mondo rappresentazione di idee tese verso il senso del destino e la sua dissoluzione, condizione che fa da cornice a scenari fantasmagorici con nomi altrettanto assurdi tipo: Ghiaccia, Ghibli, Ghetto, Ganesha, Glo Glo, Granone, Gurge e così via fino alla desolante Cloaca Maxima; straordinaria la trovata, inoltre, del Déjà-vu Hotel. Questo di Tommaso Pincio La ragazza che non era lei è assolutamente un libro da leggere, un’opera che sono certo, nei giusti tempi, riuscirà a raggiungere la considerazione che le spetta di diritto nel panorama della letteratura italiana contemporanea.




